“Riabilitarci” alla socialità

la danza di matisse

Oggi io e una mia collega stavamo condividendo telefonicamente alcune riflessioni sul gruppo e su quanto questo momento di distanziamento sociale influisca non soltanto sui gruppi reali, quelli che abbiamo vissuto fino a prima della quarantena e che hanno attraversato tutta la nostra esistenza, ma anche al come e quanto questo isolamento forzato risuoni con le gruppalità interne di ognuno di noi.

È nato dal nostro dialogo il pensiero della necessità che tutti noi avremo, quando sarà nuovamente possibile, di “riabilitarci” alla socialità e all’umanità e a quanto il lavoro psicologico in gruppo potrà aiutarci in tal senso.

Mi viene in mente “Nessun uomo è un’isola” di John Donne e penso che mai come adesso questi versi siano attuali e a quanto possano farci riflettere sulla ricchezza, tutta umana, di un bagaglio esistenziale sociale e relazionale e di una mente gruppale.

Come sostiene la gruppoanalisi noi nasciamo e fondiamo la nostra personalità sotto il segno della gruppalità (e questo spiega la complessità della nostra mente!) e tutta la nostra vita è attraversata dai gruppi, anche in questo momento, sebbene la solitudine sia il vissuto, il sentire prevalente che ci accomuna.

Proprio con questo verbo, accomunare, vorrei concludere questa mia breve riflessione;

accomunare – 1. Mettere in comune con altri, unire insieme: ai benile forzei consiglii parerial’esperienza altrui con la nostra; accomunerò i miei sforzi ai tuoi. […] (Vocabolario Treccani)

E, infine, con queste meravigliose parole:

“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.” (John Donne)

Dott.ssa Chiara Spadaro

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