Importante e famoso vogliono dire la stessa cosa?

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Ho avuto la fortuna di assistere alla lezione di una brillante insegnante di una scuola primaria.

Mi piacerebbe condividere le sue riflessioni, perché penso siano inerenti alcuni temi relativi alla salute mentale, soprattutto per quanto riguarda le sfere del narcisismo, della compiacenza e del falso Sé.

Questa maestra stava spiegando ai suoi allievi la differenza tra i nomi comuni e i nomi propri, argomentando come i primi si riferissero ai nomi che molte persone, cose o animali hanno in comune, che condividono, mentre i nomi propri sono speciali, sono importanti, perché si riferiscono ad ognuno di noi, a quello che ci differenzia dall’altro. Per questo motivo si scrivono con la lettera maiuscola.

Ha chiesto ai bambini di indicarle dei nomi propri di persona da scrivere alla lavagna e loro hanno citato molti cantanti, calciatori o personaggi famosi del mondo dello spettacolo.

Allora chiede loro: “Secondo voi importante e famoso vogliono dire la stessa cosa?”

I bambini si guardano e le rispondono di si, quello che è famoso è importante.

La maestra li guarda e dice loro: “eppure esiste una persona che è importante e che non è famosa. Chi è secondo voi?”

Loro riflettono, la maestra li aiuta: “La vostra mamma è famosa?”

Alcuni rispondono di si, altri di no. Lei spiega loro che le loro mamme non sono famose perché non compaiono sui giornali o in televisione, nessuno chiede loro degli autografi.

“Eppure non esiste una persona più importante della vostra mamma.

Se uno di questi calciatori, di questi cantanti, si trasferisse dall’altra parte del mondo o decidesse di non giocare o cantare più, di non apparire più in televisione vi dispiacerebbe molto, ma sarebbe la fine del mondo? No.

Invece se la vostra mamma si dovesse allontanare da voi o se stesse male, allora si che sarebbe un problema per voi.

Bambini non fatevi fregare da chi vi fa credere che famoso e importante vogliano dire la stessa cosa”.

Ringrazio ancora questa maestra: è importante riflettere, sia per i bambini che per gli adulti, su cosa abbia davvero valore per noi, soprattutto in questo momento in cui tutti noi riscontriamo delle difficoltà nel comprendere la differenza tra ciò che ha autenticamente un valore e ciò che invece crediamo che ne abbia, la differenza tra l’immagine di noi stessi che vogliamo trasmettere agli altri e ciò che autenticamente siamo, il divario che esiste tra il sentirsi accettati perché rappresentiamo ciò di cui gli altri hanno bisogno e l’essere amati semplicemente per ciò che si è.

CS

 

 

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