Io non fuggo, io volo

 

La famiglia Beliér è un film molto intenso e commovente che ci interroga in modo spontaneo, a tratti esilarante, su una questione davvero complessa: “come è possibile integrare i propri interessi, i propri sogni e le proprie passioni con le esigenze e le richieste della famiglia di origine, in modo particolare quando questa dimostra fragilità e bisogni speciali?”

Il processo di separazione-individuazione dalla propria famiglia di origine è qualcosa che riguarda tutti noi ed è davvero difficile e doloroso.

Le persone che hanno il compito di assistere e supportare situazioni familiari caratterizzate da problematicità e conflittualità possono provare sensi di colpa, vergogna, paura del rifiuto o dell’abbandono, difficoltà nel sentirsi amati per quello che sono.

“Seguire la propria strada” vuol dire darsi la possibilità di essere felici e la felicità è l’aiuto più grande che si possa offrire alle famiglie, soprattutto quelle in difficoltà.

Come Paula, la protagonista di questo film, il compito di ognuno di noi è di trovare la nostra voce e fare in modo che le persone che amiamo possano ascoltarla, seppur con i loro mezzi e con i loro strumenti speciali e nonostante questa voce sia rimasta a lungo nel silenzio.

Questo film ci mostra in modo forte e commovente come “separarsi” non vuol dire fuggire, ma volare.

“Cari genitori io vado via, vi voglio bene ma vado via. Non avete più una bambina stasera, io non fuggo ma volo. Cercate di capire, io volo…”

 

Dott.ssa Chiara Spadaro

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