Ricordami

 

Coco è un film di animazione che consiglierei a tutti di vedere perché ci ricorda in modo semplice e leggero, come a volte solo i film di animazione sanno fare, il valore della memoria.
L’eredità trasmessa da una generazione ad un’altra è correlata a due temi fondamentali per il nostro equilibrio psichico: la possibilità di avere dei “personaggi/interlocutori” interni che ci trasmettono, ci insegnano e ci mostrano il valore della vita, delle passioni e del senso del nostro essere nel mondo; in secondo luogo, ma non di minore importanza, la possibilità che ognuno di noi ha di rivisitare questi modelli interni, rielaborandoli in base alla propria personalità ed al proprio vissuto.
Miguel, il protagonista di questo film, rappresenta tutto questo: spinto dalla passione per la musica lotta per farsi “spazio” in un nucleo familiare dove la musica è bandita a causa della sofferenza per un abbandono che viene trasmessa di generazione in generazione. Attraverso questo incontro/scontro con la diversità infatti Miguel ricostruisce una verità, non soltanto psichica individuale ma anche dell’intero gruppo familiare.
Il ricordo è prezioso proprio perché permette di costruire la trama familiare, indispensabile per il benessere mentale di ogni componente, benessere che si gioca tutto sul difficile equilibrio tra il trovare la propria identità e il preservare quello che di prezioso viene tramandato dai nostri antenati; il filo rosso di questo equilibrio è proprio la memoria, la cui esistenza è possibile soltanto grazie alla comunicazione, all’ascolto, al dialogo e al riconoscimento della diversità.
Coco ci offre inoltre una speranza che addolcisce la tristezza di alcune assenze, a volte più intensa durante il periodo natalizio. Risulta particolare come un film che parla della celebrazione dei morti (El Dìa De Los Muertos) esca al cinema in un momento in cui si celebrano la nascita e la vita (il Natale).
Ma il senso di questa scelta lo offre il film stesso, nel suo ricordarci con forza come il ricordo rende possibile ai nostri affetti di vivere per sempre nei loro insegnamenti, quindi per sempre anche dentro di noi.
Concluderei con il monologo finale di un altro importante film sulla memoria e il ricordo:

“Ho ancora bisogno di una tua parola (…), di un tuo sguardo, di un tuo gesto.
Ma poi all’improvviso sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno, ti lasciano sempre addosso un po’ di sé? È questo il segreto della memoria? Se è così allora mi sento più sicura, perché so che non sarò mai sola.”
(La Finestra di Fronte)

Dott.ssa Chiara Spadaro

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